Il regista italo cileno Marco Bechis torna a competere alla Mostra Internazionale del Cinema di Venezia con il suo nuovo film Ritorno a Buenos Aires, a distanza di diciotto anni dal suo precedente lavoro in concorso, Birdwatchers – La terra degli uomini rossi. Questa volta, Bechis affronta una storia di grande impatto emotivo, incentrata sulla figura di Mariano Guerra, interpretato da Adriano Giannini, un uomo che, dopo trentatré anni trascorsi in Italia, torna nella sua Argentina natale nel 2008 per testimoniare contro gli ex militari responsabili della sua detenzione e tortura durante la dittatura militare.

Il regista, parlando con l’ANSA, ha sottolineato come l’esperienza di sopravvivenza diventi parte integrante dell’identità di una persona, portando con sé un profondo senso di colpa per essere rimasto vivo quando altri non lo sono stati. Bechis ha dichiarato: “C’è il senso di colpa di essere vivo e gli altri no”, evidenziando l’importanza di raccontare storie di sopravvissuti, che sono sempre più attuali nel contesto delle guerre contemporanee, come quelle in Gaza e Ucraina.

Il film, una coproduzione internazionale tra Italia e Brasile, è realizzato con il supporto di Fandango, 39Films, Karta Film, 34 Films e Rai Cinema. Ritorno a Buenos Aires uscirà nelle sale italiane il 17 settembre, distribuito da Fandango. Bechis ha espresso l’urgenza di raccontare questa storia, che non è autobiografica ma riflette una realtà condivisa da molti sopravvissuti a conflitti e violenze.