Durante il festival Pordenonelegge, la giornalista investigativa francese Nora Bussigny ha presentato il suo libro I nuovi antisemiti. Inchiesta di un’infiltrata nelle fila dell’ultrasinistra, pubblicato in Italia da Sefer. Bussigny ha condiviso la sua esperienza di indagine sotto copertura, rivelando le dinamiche e le reazioni che ha incontrato nel suo lavoro.

La giornalista ha espresso il suo sconcerto per il silenzio che ha seguito gli eventi del 7 ottobre, sottolineando come alcune reazioni siano state addirittura di gioia. Bussigny ha raccontato di come, infiltrandosi tra i manifestanti, abbia spesso chiesto cosa significasse essere sionista, scoprendo che molti non erano in grado di fornire una risposta chiara. Ha chiarito che il sionismo rappresenta l’autodeterminazione del popolo ebraico e non giustifica la violenza contro i palestinesi.

Un aspetto inquietante emerso dalla sua indagine è la connessione tra vari gruppi di militanti antiimperialisti, che vanno dall’ultrasinistra ecologista ai black-block, e il loro obiettivo comune di destabilizzare le istituzioni democratiche. Bussigny ha paragonato questa situazione alla descrizione di Orwell nel suo romanzo 1984, definendo Israele come un nemico perfetto in grado di unire forze diverse.

Inoltre, Bussigny ha parlato delle conseguenze personali della sua inchiesta, rivelando di aver ricevuto minacce dopo la sua audizione all’Assemblea nazionale francese. Ha condiviso la sua consapevolezza del rischio che corre chi fa il suo lavoro, citando i tragici eventi che hanno colpito i giornalisti di Charlie Hebdo.

Questa presentazione non solo ha messo in luce le sfide affrontate dai giornalisti investigativi, ma ha anche sollevato interrogativi importanti sul dibattito contemporaneo riguardante l’antisemitismo e le sue manifestazioni all’interno di movimenti politici vari.