Il 6 novembre 2026, è stato rilasciato il video di “Vivere”, una celebre canzone di Vasco Rossi, reinterpretata da Ornella Vanoni. Questo progetto innovativo è stato realizzato interamente con l’intelligenza artificiale, un aspetto che ha suscitato dibattito tra i fan e gli esperti del settore musicale.

La registrazione vocale di Ornella Vanoni è stata effettuata a Milano, con la produzione di Katoo e la supervisione di Mario Lavezzi. A supporto della voce della Vanoni, si è esibita la Budapest Orchestra, conferendo alla canzone un’ulteriore dimensione emotiva. Vasco Rossi ha condiviso le sue impressioni su Instagram, rivelando che l’ascolto dell’interpretazione di Ornella gli ha fatto provare “brividi”, evocando ricordi della sua giovinezza.

Il videoclip, diretto da Claudio Zagarini e Francesco Siro, offre uno sguardo unico sulla vita e la carriera di Ornella Vanoni, presentando una versione digitale dell’artista che attraversa momenti significativi della sua esistenza, dalle esibizioni teatrali alle sessioni di registrazione e performance dal vivo.

Inoltre, il 13 novembre 2026, sarà pubblicato l’album “Vivere: il mio concerto più bello!”, che raccoglierà registrazioni dei concerti di Ornella Vanoni tenuti agli Arcimboldi di Milano nell’aprile 2024. Questo album promette di essere un evento imperdibile, includendo duetti con artisti di spicco come Calcutta, Colapesce & Dimartino, Ditonellapiaga, Drusilla Foer, Elisa, Emma, Fiorella Mannoia, Francesco Gabbani, Gigi D’Alessio, Giuliano Sangiorgi, Mahmood, Malika Ayane, Mario Lavezzi e Patty Pravo, oltre alla partecipazione della tromba di Paolo Fresu e del bandoneon di Daniele Di Bonaventura.

Questo progetto non solo segna un’importante collaborazione tra due icone della musica italiana, ma solleva anche interrogativi sul futuro della produzione musicale e sull’uso dell’intelligenza artificiale nel settore. La scelta di utilizzare una versione digitale di Ornella Vanoni ha generato opinioni contrastanti: se da un lato c’è chi applaude l’innovazione, dall’altro c’è chi esprime preoccupazione per la perdita dell’autenticità artistica.