Paolo Petroni, figura di spicco della critica teatrale italiana, celebra oggi il suo ottantesimo compleanno e un’importante tappa professionale: sessant’anni di militanza nel giornalismo culturale. Per commemorare questo traguardo, la Fondazione Teatro di Roma ha organizzato un omaggio nella Sala Squarzina del Teatro Argentina, dove colleghi e amici hanno condiviso riflessioni e letture, prendendo spunto dalla presentazione del suo libro ‘La scrittura del teatro – Drammaturgia italiana al passaggio del secolo’, pubblicato da Gambini.
Il volume di Petroni offre una mappa fondamentale per comprendere la produzione drammaturgica italiana tra la fine del Novecento e l’inizio del nuovo millennio. Durante l’evento, il critico è stato ricordato da storici dell’arte e drammaturghi, tra cui Claudio Strinati, che ha sottolineato l’importanza del lavoro comune all’Istituto di studi pirandelliani, dove Petroni ha messo in campo la sua attitudine da cronista, frutto della sua esperienza all’ANSA.
Alberto Bassetti, drammaturgo e regista, ha condiviso un aneddoto del suo debutto nel 1989, quando scoprì che Petroni era presente in sala, un momento che ha segnato la sua carriera. Ubaldo Soddu ha evidenziato nel libro di Petroni il tentativo di varie istituzioni di occuparsi del teatro italiano, in un contesto in cui la critica è sempre più marginalizzata, poiché le opinioni dei critici possono influenzare negativamente il mercato.
Antonio Audino, critico e docente, ha elogiato la scrittura chiara e incisiva di Petroni, mentre Piero Maccarinelli ha messo in luce la necessità di una ripresa della lettura dei testi di drammaturgia, sottolineando come molti registi e produttori tendano a ignorare le opere che ricevono, privilegiando invece le richieste di attori famosi. Maccarinelli ha anche richiamato l’importanza di coinvolgere i giovani nel teatro, un aspetto fondamentale per il futuro della scena culturale italiana.
Questo omaggio a Paolo Petroni non è solo una celebrazione di un critico, ma anche un invito a riflettere sul ruolo della critica teatrale e sull’importanza di mantenere vivo il dialogo e il confronto nel panorama culturale contemporaneo.

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