È stata ufficialmente svelata oggi la Torre Vergata, un importante edificio medievale che ha dato il nome al quartiere omonimo e all’Università di Roma Tor Vergata. Dopo anni di restauri, la porzione della torre, ora parte della Villa Gentile, è stata resa accessibile al pubblico, segnando un momento significativo per la valorizzazione del patrimonio storico della zona.

All’inaugurazione del complesso, che ospita anche il Museo Archeologico Universitario del Territorio (MAUT), hanno partecipato figure di spicco come il rettore dell’Università Nathan Levialdi Ghiron, la direttrice del dipartimento di Storia, patrimonio culturale, formazione e società Lucia Ceci, e il direttore del MAUT Marco Fabbri. Presenti anche rappresentanti del Ministero della Cultura, tra cui Massimo Osanna e Caterina Bova.

La Torre Vergata, costruita tra il XII e il XIII secolo come torre segnaletica, è stata documentata anche in antiche cartografie. Il rettore Ghiron ha sottolineato l’importanza di questo evento, evidenziando come la valorizzazione della torre si integri con la missione dell’Ateneo di mantenere un legame con le proprie radici storiche e culturali. Ha inoltre rimarcato l’importanza del MAUT come strumento didattico per valorizzare il territorio e promuovere una conoscenza condivisa.

Il restauro è stato reso possibile grazie ai finanziamenti del PNRR, finalizzati alla rimozione delle barriere fisiche e cognitive nei luoghi della cultura. Le indagini condotte durante i lavori hanno permesso di valorizzare ulteriormente le strutture della Torre Vergata, che è stata inglobata nel casale di Villa Gentile. Il MAUT, che aprirà al pubblico a settembre, non è solo un museo, ma un palinsesto architettonico che racconta la storia della campagna romana, dai resti di ville e acquedotti romani fino alle torri medievali e all’architettura contemporanea.

Questo progetto rappresenta un importante passo avanti nella valorizzazione del patrimonio culturale della zona e nella promozione di un approccio educativo innovativo, che guarda al futuro senza dimenticare il passato.