Un’importante scoperta archeologica è avvenuta a Gragnano, dove, durante i lavori di ampliamento del pastificio Garofalo, è stata rinvenuta una necropoli risalente al VI secolo a.C. Gli scavi, chiusi solo da una settimana, hanno portato alla luce un totale di ottantacinque sepolture in un’area di circa 2000 metri quadrati. Tra i resti identificati, si contano 16 adulti, 4 bambini e 15 infanti, fornendo così un prezioso spaccato della vita e delle condizioni sociali di queste antiche comunità.
Paola Ricciardi, soprintendente Archeologia Belle Arti e Paesaggio per l’Area Metropolitana di Napoli, ha sottolineato l’importanza di questo ritrovamento, affermando che il materiale rinvenuto offre già molte informazioni sugli abitanti della zona. Sotto la necropoli, sono state individuate strutture risalenti all’età del rame e del bronzo, suggerendo una continuità con le popolazioni di Longola e una connessione con Pompei, sollevando interrogativi sulla posizione della storica città di Stabia.
Francesca Mermati, responsabile scientifica delle indagini, ha evidenziato come lo studio dei materiali biologici possa rivelare malattie dell’epoca e il ruolo sociale dei resti umani, analizzando aspetti come l’alimentazione, il rachitismo infantile e le deformazioni scheletriche legate alle professioni. Questi dati offrono un quadro significativo delle condizioni di vita delle comunità nel VI secolo a.C.
Un altro aspetto cruciale riguarda la destinazione dei reperti, che includono vasellami, gioielli e corredi funebri decorati, oltre a graffiti alfabetici che rivelano le reti commerciali dell’epoca. Il sindaco di Gragnano, Aniello D’Auria, ha proposto di esporre i reperti nel futuro Museo della Pasta di Gragnano, mentre il Parco Archeologico di Pompei ha manifestato interesse per il possesso dei materiali, essendo la scoperta avvenuta nell’Ager Stabianus.
Il proprietario del pastificio Garofalo, ingegner Massimo Menna, ha espresso il desiderio di continuare la collaborazione con la Soprintendenza, sottolineando come questa scoperta offra nuove informazioni sullo sviluppo degli insediamenti tra la Penisola Sorrentina e la Valle del Sarno in epoca arcaica.

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