Il rapper Battista, originario di Castel Volturno, ha recentemente pubblicato il suo secondo brano intitolato ‘O cavallo ‘e ritorno, un’opera che si distingue per la sua forte carica sociale e politica. Dopo il successo del brano omonimo, Battista utilizza la sua musica per denunciare lo sfruttamento del Sud Italia, il colonialismo e il razzismo, affrontando tematiche di grande attualità.
Il titolo del brano richiama la pratica del cavallo di ritorno, un fenomeno criminale in cui un bene rubato viene restituito al legittimo proprietario previo pagamento di un riscatto. Nel visualizer del brano, la sagoma dell’Italia assume la forma di un cavallo, accompagnata da una chiave, enfatizzando la metafora del riscatto e della restituzione.
Nella prima strofa, Battista critica l’Unità d’Italia dal punto di vista di un Sud depredato delle proprie risorse, costretto a pagare i debiti del Nord. Questa lettura storica si collega a questioni contemporanee come l’emigrazione per motivi di lavoro, i pregiudizi contro i meridionali e la disparità economica che persiste tra le diverse aree del Paese. L’artista accusa anche i marchi milanesi di appropriarsi della cultura napoletana, mentre i media trasformano la povertà in un’estetica da consumare.
La seconda strofa amplia il discorso all’Africa, affrontando temi come la spartizione coloniale, la schiavitù e le migrazioni contemporanee. Battista racconta di aver ascoltato due ghanesi parlare su un autobus, denunciando il razzismo quotidiano e lo sfruttamento che avviene lungo la Domiziana, una strada che attraversa la sua zona. Sostiene che il meccanismo di sfruttamento e successiva colpevolizzazione delle vittime sia sempre lo stesso, evidenziando una continuità storica nelle ingiustizie sociali.
Il brano si conclude con una preghiera per Villaggio Coppola e Castel Volturno, luoghi significativi per l’artista. Dopo aver raccontato la propria nascita nel brano d’esordio, Battista ora condivide la sua esperienza di crescita in un contesto segnato da disuguaglianze sociali e culturali. Il suo messaggio mira a sensibilizzare l’ascoltatore sulle problematiche storiche e attuali legate allo sfruttamento e al razzismo, utilizzando la musica come strumento di denuncia e riflessione.
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