Il 3 novembre 2026 segna l’uscita dell’album Anguane, songlines of water, frutto del lavoro del compositore e sound designer Joe Schievano, che ha registrato i suoni dell’acqua in vari luoghi delle Dolomiti e della Laguna di Venezia. Questo progetto si inserisce nel contesto del docufilm Anguane, le voci dell’acqua, diretto da Giovanni Pellegrini, che esplora il legame tra l’acqua e la crisi idrica attuale in Italia, dove la disponibilità idrica è sotto le medie storiche.

Il film, che ha già ottenuto riconoscimenti al CinemAmbiente e al Film Festival della Lessinia, arriverà nelle sale dal 8 novembre 2026. In questo lavoro, Schievano ha abbandonato gli strumenti tradizionali per utilizzare esclusivamente campionamenti ambientali, creando un album che si distingue per la sua originalità e per l’approccio innovativo alla composizione musicale.

La ricerca sonora di Schievano include suoni di cascate, gocce d’acqua, turbine idroelettriche e persino il verso degli anfibi, tutti elementi che si intrecciano con la voce di Maria Roveran, attrice e performer, che interpreta le Anguane, figure mitologiche legate all’acqua nella tradizione alpina e veneta. Queste entità, lontane dall’immagine romantica di ninfe protettrici, diventano simboli di un monito contro la crisi ecologica, esprimendo un canto che riflette la trasformazione del paesaggio e la perdita di un equilibrio tra uomo e natura.

Il progetto di Schievano non è solo un’opera artistica, ma anche un atto di denuncia. I dati ufficiali sull’acqua in Italia, in particolare quelli dell’ISPRA, evidenziano una diminuzione della risorsa idrica rinnovabile, con il Veneto che registra pressioni significative dovute all’impatto antropico. In questo contesto, il film e l’album si pongono come strumenti di riflessione sulla nostra relazione con l’acqua, invitando a considerarla non più come una risorsa illimitata, ma come un elemento essenziale per la nostra sopravvivenza.

La colonna sonora di Anguane si compone di venti tracce, ognuna delle quali esplora un aspetto diverso del rapporto tra acqua e ambiente. Tra i brani spiccano Turbine Elegy, che incorpora i suoni delle centrali idroelettriche, e Cataclasis, che rappresenta la frattura della roccia e il cedimento di una diga. L’album culmina con Lithophone, dove il suono di due sassi di fiume battezzati l’uno contro l’altro diventa simbolo della memoria dell’acqua, anche quando questa non è più presente.

In conclusione, Anguane, le voci dell’acqua e il suo accompagnamento sonoro non sono solo un viaggio attraverso i suoni della natura, ma un invito a riflettere sulla nostra responsabilità nei confronti dell’ambiente. Con l’uscita del film e dell’album, Schievano e Roveran ci ricordano che l’acqua è parte integrante della nostra esistenza e che il suo futuro dipende dalle scelte che facciamo oggi.