Il documentario “Musk”, diretto da Alex Gibney, si propone di smontare il mito di Elon Musk, l’uomo più ricco del mondo, attraverso un’analisi approfondita della sua vita e carriera. Presentato in anteprima all’83/a Mostra del Cinema di Venezia, il film, della durata di quasi quattro ore, arriverà nelle sale statunitensi il 16 ottobre, distribuito da Bleecker Street, mentre non è ancora stata annunciata una data di uscita per l’Italia.
Gibney, già premio Oscar per “Taxi to the Dark Side”, utilizza un approccio innovativo per raccontare la storia di Musk, partendo dalla sua infanzia nel Sudafrica dell’apartheid fino ai suoi successi nella Silicon Valley, passando per le sue aziende più celebri come Tesla e SpaceX. Il regista affronta la questione centrale: “Come ha fatto Elon Musk ad accumulare tanto potere, e perché glielo abbiamo concesso?”.
Un aspetto distintivo del documentario è l’uso di un avatar creato con intelligenza artificiale per rappresentare Musk, che parla con la sua voce e utilizza parole realmente pronunciate dal magnate. Questa scelta, oltre a essere ironica, offre una chiave di lettura sul modo in cui Musk percepisce il mondo, come un videogioco in cui è necessario eliminare gli ostacoli per raggiungere i propri obiettivi.
Il film non si limita a celebrare il genio di Musk, ma mette in luce anche gli inganni e le controversie legate alle sue innovazioni, come gli incidenti con la guida autonoma di Tesla e il potere geopolitico acquisito tramite Starlink. Attraverso interviste con familiari, ex collaboratori e giornalisti, Gibney costruisce un ritratto complesso e critico del personaggio.
Durante la presentazione del film a Los Angeles, Adam Becker, astrofisico e autore di “More Everything Forever”, ha sottolineato che Musk è il sintomo di un problema più ampio, un prodotto del suo ambiente e del suo tempo. Becker ha evidenziato come la figura di Musk possa distogliere l’attenzione da altri miliardari della tecnologia, suggerendo che ci siano molte altre persone con potere simile che potrebbero avere un impatto altrettanto negativo.
Becker ha anche espresso un messaggio di speranza, affermando che sta emergendo un movimento contro l’oligarchia tecnologica, con una crescente consapevolezza pubblica riguardo alla necessità di una maggiore responsabilità fiscale e sociale da parte di questi leader. “L’aria è cambiata”, ha dichiarato, indicando un cambiamento di percezione nei confronti di figure come Musk, che non sono più viste come eccentrici benefattori, ma come attori problematici nel panorama socio-economico attuale.
In conclusione, “Musk” di Alex Gibney si presenta come un’opera fondamentale per comprendere non solo la figura di Elon Musk, ma anche il contesto più ampio della tecnologia e del potere nel mondo contemporaneo. La sua analisi critica invita a riflettere sulle dinamiche di potere e sulle responsabilità etiche dei leader tecnologici.

Appassionato di musica, cultura pop e nuove tendenze. Racconta artisti, suoni e scene emergenti con uno sguardo fresco, diretto e curioso, cercando sempre la storia dietro ogni nota.
Più letti del mese
I contenuti che stanno attirando più lettori negli ultimi giorni.
- Ritrovato un inedito quaderno di Ippolito Lorenzini su ‘Pinocchio’ 6 Ottobre 2026
- Orchestra Sinfonica Brutia: Prima Esecuzione Assoluta di “Fratello Sole, Sorella Luna” 30 Settembre 2026
- Riparte la rassegna ‘Focus’ al Piccolo Teatro Unical con Lindo Nudo 27 Settembre 2026
- Il Cinema Arlecchino di Bologna: rilancio tecnologico e culturale per una storica 1 Ottobre 2026
- Mostra su Luca De Filippo: ‘I confini del mio mondo sono io’ a Napoli 2 Ottobre 2026