La Fondazione Eduardo De Filippo di Napoli ospiterà, a partire dall’8 ottobre, la mostra intitolata ‘I confini del mio mondo sono io – Luca De Filippo 1948 – 2015’, curata da Maria Procino e Serena Schioppa. L’inaugurazione si terrà alle ore 18 presso Palazzo Scarpetta, un evento che celebra la carriera di uno dei più importanti interpreti e registi del teatro italiano.

La mostra si propone di ripercorrere i momenti salienti della vita artistica di Luca De Filippo, attraverso una selezione di manifesti, locandine, oggetti, costumi e brani video, accompagnati dalle parole dello stesso artista. Questo allestimento intende restituire il percorso di un uomo che ha dedicato la sua vita al teatro, al cinema e alla televisione, caratterizzandosi per passione, rigore e generosità.

Il viaggio espositivo inizia dagli esordi di De Filippo nella compagnia “Il teatro di Eduardo”, dove debuttò da bambino nel celebre Miseria e nobiltà. La mostra prosegue attraverso le tappe fondamentali della sua formazione e carriera, fino alla creazione della “Compagnia di teatro di Luca De Filippo” e alla sua ultima regia, Non ti pago, nel 2015. De Filippo ha portato in scena le opere di Eduardo, ma ha anche affrontato i grandi autori della tradizione teatrale, da Shakespeare a Pirandello e Molière, fino a confrontarsi con la drammaturgia contemporanea, includendo nomi come Serrau, Santanelli e Beckett.

Il percorso espositivo non solo racconta la crescita artistica di De Filippo, ma offre anche uno spaccato della sua visione del mestiere teatrale, vissuto con disciplina e responsabilità, ma anche con una leggerezza che ha contraddistinto il suo approccio all’arte e alla vita. De Filippo stesso definiva il palcoscenico “la mia casa, la mia galera”, evidenziando il profondo legame che aveva con il teatro.

La sua eredità va oltre la scena: De Filippo ha dedicato parte della sua vita a trasmettere il valore del teatro alle nuove generazioni, contribuendo alla nascita della Fondazione Eduardo De Filippo e della Scuola del Teatro Stabile di Napoli. Questo impegno sociale e civile continua a farlo ricordare con affetto da chi ha avuto il privilegio di lavorare con lui e da chi ha assistito alle sue performance.