Questa sera, il Nations Award 2026 verrà conferito a Sergio Castellitto al teatro Antico di Taormina, un riconoscimento che celebra la sua lunga e significativa carriera nel mondo del cinema e del teatro. Castellitto, noto per il suo approccio innovativo alla regia e alla recitazione, ha condiviso alcune riflessioni sul suo lavoro e sull’evoluzione della settima arte.

Durante un’intervista, Castellitto ha rivelato una pratica interessante che adotta durante il montaggio dei suoi film: “Quando monto i miei film, tolgo il sonoro, vedo gli attori che si agitano, parlano, piangono, ridono. È molto interessante perché il cinema è innanzitutto immagine”. Questa affermazione mette in luce l’importanza dell’espressività visiva nel cinema, un concetto che il regista ha appreso dal maestro Marco Ferreri, il quale sosteneva che ciò che non viene mostrato in un’inquadratura è altrettanto cruciale quanto ciò che viene incluso.

Castellitto ha anche affrontato il tema dell’intelligenza artificiale nel cinema, esprimendo una certa ironia riguardo alle preoccupazioni sul suo impatto: “Ci schiaccerà? A me fa un po’ ridere questa cosa. Quando si parla di IA, la si cita sempre in terza persona, ma l’ha inventata l’uomo, cioè noi, quindi sarà l’uomo a gestirla”. Secondo lui, è impensabile fermare il progresso dell’IA, soprattutto considerando il grande business che ruota attorno a questa tecnologia, dove il denaro spesso prevale sull’arte.

In un tocco personale, Castellitto ha ricordato che quest’anno celebra 39 anni di matrimonio con la scrittrice e sceneggiatrice Margaret Mazzantini, sottolineando come lei gli abbia donato un incredibile talento, contribuendo così alla sua crescita artistica.

Il riconoscimento che riceverà stasera non è solo un tributo alla sua carriera, ma anche un’opportunità per riflettere sulle sfide e le trasformazioni che il cinema sta affrontando in un’epoca di rapidi cambiamenti tecnologici.