È con grande tristezza che il mondo del teatro italiano piange la scomparsa di Pippo Di Marca, attore, regista e drammaturgo di straordinaria importanza, avvenuta oggi a Roma all’età di 86 anni. La sua ultima performance, Essere o non essere, in memoriam di Carmelo Bene, realizzata in collaborazione con Giancarlo Dotto, ha segnato un commovente tributo al suo amico e compagno di avventure artistiche, Carmelo Bene, e ha rappresentato un capitolo significativo della sua lunga carriera.

Di Marca è stato trovato privo di vita dopo una caduta dalla terrazza della sua abitazione nel quartiere Trastevere. Le prime indagini hanno suggerito la possibilità di un incidente o di un gesto volontario, con la scoperta di un biglietto indirizzato alla famiglia in cui esprimeva il suo profondo disagio: “Non ne posso più…il mio corpo è come un cadavere…lo spettacolo è finito…”.

Nato a Catania il 12 ottobre 1939, Di Marca ha debuttato nel 1969 al Teatro La Fede di Roma, in spettacoli come L’imperatore della Cina e A come Alice, al fianco di Giancarlo Nanni. Insieme a figure emblematiche come Leo de Berardinis e Mario Ricci, ha contribuito a plasmare l’avanguardia teatrale italiana degli anni ’60 e ’70. In una video intervista, Di Marca aveva sottolineato l’importanza della sua storia artistica, lamentando la damnatio memoriae che colpisce la cultura teatrale italiana.

Fondatore del Meta-Teatro nel 1971, Di Marca ha creato uno spazio innovativo e visionario, ispirato da artisti come Duchamp e Lautréamont. La sua carriera, che si estende per quasi sei decenni, è costellata da oltre settanta spettacoli, nei quali ha reinterpretato opere di autori come Shakespeare, Pirandello, Kafka e Beckett, mescolando teatro, musica, arte visiva e poesia. Tra le sue opere più significative si ricordano Lo specchio e l’anima e Passeggero Bolano.

Di Marca ha anche lasciato un segno nel cinema, interpretando il ruolo di Giulio Andreotti nel film Il traditore di Marco Bellocchio (2019). La sua visione del teatro era chiara: “Lo spettatore per me è colui il quale entra in sintonia con i miei spettacoli che sono un po’ particolari, non sempre facili da amare”. La sua eredità artistica rimarrà viva nel cuore di chi ha avuto il privilegio di assistere alle sue performance e di apprezzare la sua profonda riflessione sulla condizione umana.

La scomparsa di Pippo Di Marca rappresenta una perdita incolmabile per il panorama culturale italiano, un artista che ha saputo innovare e provocare, lasciando un’impronta indelebile nel teatro contemporaneo.