Chi l’ha detto che i social debbano essere solo un luogo in cui le persone litigano tra loro manifestando il peggio di sé?
Anche in un’epoca in cui scuole e corsi di scrittura abbondano, chi scrive si ritrova spesso da solo a “spammare” le proprie opere nella speranza di essere visto. Le scuole specializzate, le agenzie, i professionisti del settore editoriale e spesso persino le case editrici hanno un costo a volte non accessibile. Cosa fare, quindi, se si vuole migliorare, magari abitando una dimensione collaborativa e incentrata davvero sulla scrittura?
Ci ha pensato Marco Corsa con la sua Palestra di SCRITTURA creativa e stile GRATUITA, un gruppo Facebook che ribalta la solita routine social fatta di contenuti superficiali o polemici dando spazio a chi la scrittura la ama davvero e intende migliorare la propria penna e/o aiutare gli altri a fare lo stesso.
Abbiamo intervistato Marco per dare visibilità a una realtà che anticipa, forse, una democratizzazione della scrittura attraverso la collettività e la passione per la parola scritta, fornendo consigli, sfide e informazioni su come dovrebbe funzionare l’editoria.
So che in genere preferisci parlare della Palestra, ma partiamo da te: come nasce il Marco autore (e lettore)? Che tipo è? Cosa ama scrivere?
Potrei partire con il cliché: “Scrivevo da ragazzo”. È stato così, almeno fino al 2019, quando anche io avevo il testo pronto, con una bella idea sopra e pensai: “Che ci vuole di più?”. Non sono caduto nella trappola della vanity press per merito di mio padre. Lui aveva pubblicato il proprio libro con un punto fermo preciso in testa: “Non devo pagare per pubblicare”. Oggi i punti fermi sono di più e Palestravuole essere un messaggio agli autori: “Si possono fare i libri”; e agli editori: “Siamo già abbastanza bravi a fare i libri. Se avete solo l’idea di mettere un testo online va bene, ma da un’altra parte”.
Sono un lettore onnivoro, sia perché mi capita di tutto da editare, ma anche perché sono sposato a una forte lettrice. Mi basta andare in libreria e pescare tra i libri di mia moglie. Come autore non ho un genere fisso. Talvolta sogno le storie e devo solo trascrivere quel film. Non ho un genere: ho le storie da raccontare.
La cosa che più mi ha colpito della Palestra è il raggio d’interazione fra gli autori, in un periodo in cui i gruppi su Facebook sono diventati luoghi freddi abitati da autopromozioni sterili. Nel tuo gruppo si dialoga, ci si confronta, nel rispetto del prossimo e dei diversi punti di vista. È sempre stato così? Quali difficoltà hai incontrato nel creare e gestire questa realtà?
Da quando è nato Palestra di SCRITTURA Creativa e Stile GRATUITA, è stato chiaro che NON serviva l’ennesimo gruppo di scrittori. Con una punta di incoscienza abbiamo pensato, io e l’allora co-fondatore, a un gruppo di contenuti. Gli autori sono tutti diversi, allora ha senso accogliere professionisti diversi, anche come carattere. Ognuno di noi NON può piacere a tutti. I gruppi di lavoro di Palestra sono concepiti per essere flessibili a seconda di cosa serve. Abbiamo un obiettivo minimo: togliere terreno all’editoria a pagamento, fornendo impaginazione e grafica, e uno massimo: se volete lavorare sul testo lo editiamo, ne facciamo un libro di Palestra e ci mettiamo il nostro marchio. L’autore NON DEVE PAGARE.
Raccontaci le attività della Palestra…
Il venerdì abbiamo la LIVE. Abbiamo raccolto una serie di racconti, parliamo un po’ di editoria e scrittura, poi la classe edita sotto la mia moderazione. C’è una rubrica ROMANZARE, al sabato, in cui pubblico degli argomenti rielaborati dal blog di Jerry Jenkins con l’aggiunta di mie osservazioni. LA POSTA IN GIOCO è territorio di Daniele Missiroli, che potrebbe spaziare dalla matematica all’astrofisica e chissà cos’altro, ma da noi parla di scrittura, senza un appuntamento fisso.
Emanuela Franceschin e Tiger Heat sono i nostri grafici. A loro è permesso pubblicare le copertine, perché fanno quelle, oltre a scrivere. Anna Di Lauro sta facendo dei giochetti interessanti con le animazioni AI. Magari le sfrutteremo. Mirella Pieroni ci condivide le sue recensioni. Danny Rzeznik ha messo in piedi diverse iniziative, ma ora è in pausa per un periodo. AUTORI IN LIVE, in cui Milena Bonvissuto condivide le proprie videointerviste, dove dialoga con gli autori, e i vari professionisti sono invitati a condividere i loro contenuti. Ci serve la gente che abbia capito, a vario titolo, che Facebook funziona se cedi qualcosa, per far vedere che hai contenuti interessanti, che è anche la filosofia del gruppo. Il vantaggio è che la mole di lavoro per creare tutti i contenuti che devono reggere una pagina è ripartita tra tutti. Senza contenuti una pagina muore.
Una delle tue battaglie è quella contro le case editrici a pagamento. Nonostante lo stigma pubblico, queste realtà sono in aumento, spesso con richieste di finanziamento “mascherate” da servizi editoriali e crowdfunding. Ti è mai capitato di conoscere autori rimasti “scottati” da una CE a pagamento?
Paradossalmente mi capita anche di conoscere autori contenti di essere nelle CE a pagamento, o che non si accorgono di stare con CE dalle pratiche dubbie. Arrivare a capire che un editore è colui che stampa i libri e deve costruirsi una reputazione che gli permetta di stabilire dei canali e venderli è una chimera. Sui contratti dovremmo guardare che ci sia una tiratura, poiché l’autore deve impegnarsi nella promozione per fare da catalizzatore all’azione di vendita dell’editore. Se quella tiratura manca dobbiamo capire che l’editore non è stupido, ma che quella reputazione, che costa tempo e fatica, non gli interessa e sta puntando solo alle copie che vende l’autore. Dove sta il guadagno di questa gente? Lo possono fare per centinaia di autori, sì, perché sono ottimi venditori, ma i clienti non sono i lettori, sono gli autori. Sono incappato anche io in quest’ultimo tipo, ma sono stato fortunato: hanno chiuso e sono rientrato in possesso dei diritti.
La Palestra ha portato avanti diversi progetti antologici. Vuoi parlarcene?
Quando abbiamo iniziato a produrre i contenuti la gente ci è venuta dietro. Per me era naturale non disperdere quei piccoli prodotti che erano diventati una buona massa. L’idea di farne dei volumi è nata con il tempo. Sembra strano. L’autore vede il libro in prospettiva, ma non pensa al libro. Io sì, perché avevo già pubblicato in self e risolto tutte le piccole-grandi problematiche. Quelle esercitazioni – perché di questo si tratta – erano state editate. Il problema era: come gestire i proventi? La soluzione? Semplice, elegante. Non dividiamo. Devolviamo in beneficenza. Da allora lo facciamo ogni anno. Quest’anno mi stanno accompagnando Anna Di Lauro, Jonathan Cotugno e Danny Rzeznik nella gestione.
Qual è il progetto letterario di cui vai più fiero e perché?
Direi che Palestra è un grosso progetto letterario. È l’ambiente tranquillo in cui possiamo aggiustare le nostre mire e capire il meccanismo oltre la scrittura. Sì, perché dopo aver imparato a scrivere bisogna imparare a promuovere il testo e tutto questo costa tempo e fatica. Palestra funziona senza contratti, c’è solo un accordo di collaborazione, che mando con i nostri file e viene sottoscritto in regime di silenzio assenso. Purtroppo qualcosa lo dovevamo scrivere. La mia idea è che finché l’autore si trova bene con noi ci deve restare, ma se trovasse un editore vero, che gli propone una tiratura, che ragiona in termine di migliaia di copie, deve potersene andare e far fruttare tutti i suoi libri, quindi deve portare anche quelli di Palestra. La collaborazione può essere chiusa in qualsiasi momento, ma quando viene chiusa resta chiusa. Da noi l’autore è l’editore e Palestra è un supporto per ciò che lui delega, perciò io consiglio anche di comprare l’ISBN, così l’autore detiene anche i diritti di commercializzazione. Se parliamo di libri la risposta è singolare: anche i libri su cui lavoro mi costano tempo e fatica e, alla fine, diventano un po’ miei. Come risposta sceglierei: il prossimo, quello che deve uscire. Ne ho anche uno mio, in lavorazione con una nostra editor: Daniela Migliorisi.
Concludi tu con quello che pensi…
Come vedi, alla fine, abbiamo parlato molto di Palestra. Parafrasando Kennedy: io sono Palestra. Molta gente lo recepisce e si accoda al progetto. Sono un seguace di Napoleon Hill, di cui era seguace anche Ford. Credo che l’alleanza di cervelli, cioè gente con intenti comuni e abilità diverse, sia una ricchezza. A me servono due cose: quella gente e il tempo per trovare la ricchezza, poi posso fare tutto.
Più letti del mese
I contenuti che stanno attirando più lettori negli ultimi giorni.
- Ivan Cattaneo riporta alla luce “È l’amore” di Battiato 30 Ottobre 2026
- Calendari dell’Avvento ‘KPop Demon Hunters’: 24 giorni di regali per il Natale 2026 1 Novembre 2026
- Paris Jackson contesta la richiesta di 109 milioni dell’esecutore testamentario 1 Novembre 2026
- Denitza Serghieva: la soprano che continua a cantare ‘La Bohème’ a 87 anni 1 Novembre 2026
- Carmine Tundo de La Municipàl ospite nel videoclip ‘Fine’ di Marco Ancona 2 Novembre 2026