Beatrice Venezi, che avrebbe dovuto assumere il ruolo di direttrice musicale del Teatro La Fenice di Venezia a partire da ottobre 2026, ha espresso la sua delusione riguardo alla gestione del sovrintendente Nicola Colabianchi in un’intervista al podcast Sette Vite di Hoara Borselli. Venezi ha sottolineato come la mancanza di preparazione e dialogo con le maestranze, gli orchestrali e il coro abbia contribuito a creare una situazione di tensione e conflitto.

Nel corso dell’intervista, Venezi ha affermato: “Il problema è stata una mancanza, mi chiedo se voluta, di lavoro e di preparazione da parte del sovrintendente perché doveva sedersi al tavolo con le maestranze, gli orchestrali, il coro, tutti i lavoratori, doveva preparare il terreno al mio arrivo a tutti gli effetti”. La direttrice ha anche accennato a un possibile tema di genere, dichiarando: “Se fossi stata di sinistra non sarei stata toccata. Sarei stata la prima donna alla Fenice a coprire quel ruolo”.

Venezi ha rivelato di aver appreso della sua estromissione attraverso un comunicato dell’ANSA, senza ricevere alcuna comunicazione ufficiale dal Teatro. Ha criticato il ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, per non aver preso posizione in merito al suo licenziamento, affermando che la situazione si è protratta per sette mesi senza alcun intervento da parte sua. “Se io fossi stata il ministro come minimo sarei andata a Venezia o avrei convocato a Roma le persone di riferimento delle maestranze per discutere della faccenda”, ha dichiarato Venezi.

Inoltre, ha fatto riferimento a manifestazioni da parte dei musicisti della Fenice, che hanno lanciato volantini e proclamato il loro sostegno, senza mai ricevere una lettera di richiamo. “Non c’è mai stata nessuna situazione di tutela da parte della Fondazione nei miei confronti”, ha aggiunto.

Riguardo alla sua decisione di non dimettersi prima, Venezi ha spiegato che le veniva chiesto di rimanere, ma alla fine si è sentita abbandonata. “Tutti quelli che leggevano in questa situazione un possibile risvolto politico in un senso o nell’altro mi dicevano di resistere, salvo poi essere lasciata in mezzo al guado”.

Infine, ha accennato a possibili azioni legali, affermando di avere un forte senso della giustizia e di voler ristabilire la verità. “Adesso è arrivato il momento di controbattere e far valere la ragione”. Venezi ha anche commentato le affermazioni del sovrintendente riguardo alla mancanza di un contratto firmato, definendole ridicole e suggerendo che la sua nomina era stata ratificata dal Consiglio d’indirizzo.

Per il futuro, Venezi ha dichiarato di avere impegni in paesi dell’Est e di tornare in Russia, mentre continua a lavorare con i suoi avvocati per affrontare le questioni legali legate alla sua vicenda.