Un romanzo storico avvincente firmato da Stefano Amato racconta le vicende del Paese delle Aquile guidato dal patriota Giorgio Castriota Skanderbeg, il principe guerriero.

Siamo nel giugno 1450, a Krujë, in Albania. La città è presa d’assedio dai turchi. Giorgio Castriota Skanderbeg, il principe guerriero, impugna la spada per difendere il suo regno dal giogo ottomano. Qui inizia in parallelo un’altra storia, quella di Hënëza, una bambina che nasce proprio mentre la madre Dashmíra sta salutando la vita. La bambina sarà tratta in salvo dal fidato consigliere del principe e verrà affidata alle cure della serva Ninína. Crescerà a corte come dama di compagnia della signora del castello e poi, mentre il suo paese sarà conquistato dai turchi, attraverserà una serie di peripezie fino a giungere in Italia, e precisamente in Calabria, dove inizierà una nuova vita come moglie di un marchese.

Con L’ultima candela di Krujë, Stefano Amato omaggia la storia e la tradizione del popolo albanese, cercando di indagare all’interno delle proprie origini arbëreshë. Il romanzo, edito da Neri Pozza, è un racconto estremamente avvincente, che cattura l’attenzione del lettore trasportandolo in una realtà lontana ma sempre presente nella memoria dei discendenti del Paese delle Aquile. Una storia di eroi, di ribellione e di forti sentimenti, che guarda all’orgoglio degli eroi ma anche alla storia minima degli uomini e delle donne che hanno vissuto sulla propria pelle la tragedia della guerra, della persecuzione, dell’abbandono, dell’allontanamento dai propri affetti e dalla propria patria.

Uno stile di scrittura, quello di Amato, efficace e ricco di pathos, che attualizza una storia degna di essere raccontata.

Stefano Amato, L’ultima candela di Krujë, 240 pagine, Neri Pozza, 2023.