È con grande tristezza che il mondo della cultura italiana piange la scomparsa di Carlo Ginzburg, saggista di fama internazionale, morto all’età di 87 anni. Ginzburg è stato un pioniere della microstoria, una corrente storiografica che ha rivoluzionato il modo di interpretare il passato, ponendo l’accento sulle vicende di persone comuni piuttosto che sulle narrazioni dei vincitori.

Nato a Torino il 15 aprile 1939, Ginzburg era figlio di Leone Ginzburg, intellettuale antifascista, e di Natalia Levi, una delle scrittrici più importanti del Novecento italiano. Questa eredità familiare ha influenzato profondamente il suo impegno civile e la sua lotta contro il negazionismo e le fake news, come evidenziato dalle sue dichiarazioni in occasione del Premio Hemingway 2023.

La sua carriera accademica è stata altrettanto prestigiosa: ha insegnato in università di fama mondiale, tra cui Bologna, Harvard, Yale, Università della California a Los Angeles e Princeton. Tornato alla Scuola Normale di Pisa, ha continuato a influenzare generazioni di studenti e studiosi.

Tra le sue opere più celebri, Il formaggio e i vermi (1976) e I benandanti (1966), Ginzburg ha esplorato temi come la stregoneria e le credenze popolari, utilizzando documenti storici per ricostruire storie di vita quotidiana. La sua prima pubblicazione, I benandanti, ha analizzato i culti agrari nel Friuli tra Cinquecento e Seicento, mentre Il formaggio e i vermi racconta la vita di un mugnaio condannato dall’Inquisizione.

Il suo approccio innovativo ha aperto nuove prospettive metodologiche e interpretative, come sottolineato dalla Fondazione Balzan, che gli ha conferito il Premio Balzan 2010 per la Storia d’Europa (1400-1700). Ginzburg ha lasciato un segno indelebile nella ricerca storica internazionale, contribuendo al rinnovamento degli studi sulla cultura e sulle credenze nell’età moderna.

Negli ultimi anni, Ginzburg ha vissuto a Bologna, dove sarà allestita una camera ardente venerdì, dalle 11.30 alle 13.30, nel cortile dell’Archiginnasio. La sua eredità culturale sarà celebrata anche al festival di storia contemporanea /contè.sto/, che si terrà a settembre a Empoli (Firenze).

Con la sua scomparsa, l’Italia perde una delle sue menti più brillanti e impegnate, il cui lavoro continuerà a ispirare studiosi e appassionati di storia.