Il Festival di Cannes si fa portavoce di una voce spesso trascurata, quella del cinema palestinese, che si presenta con determinazione e creatività. Tra le opere selezionate, spicca Yesterday the Eye didn’t sleep, il lungometraggio d’esordio di Rakan Mayasi, presentato in prima mondiale nella sezione Un Certain Regard. Questo film, girato in un villaggio beduino della valle del Bekaa in Libano, narra la storia di una comunità in cerca di Gamra, una giovane donna accusata di aver incendiato l’auto del fidanzato, che ha scelto di sposare un’altra.

Rakan Mayasi, palestinese nato in Germania e allievo del celebre regista Abbas Kiarostami, porta sul grande schermo una narrazione che riflette le complessità e le sfide della vita palestinese, sottolineando l’importanza di raccontare storie che altrimenti rischierebbero di essere dimenticate. La produzione del film è una coproduzione internazionale che coinvolge Palestina, Belgio, Libano, Qatar e Arabia Saudita, evidenziando la rete di solidarietà e collaborazione tra i cineasti della regione.

Oltre al film di Mayasi, il Palestina Film Institute è presente al festival con otto progetti e due piattaforme, che spaziano tra documentari e film di finzione. Il tema di Gaza emerge come un filo conduttore, riflettendo le attuali tensioni e le storie di vita quotidiana che caratterizzano la realtà palestinese. Questi progetti non solo offrono una visione artistica, ma fungono anche da strumenti di resistenza culturale, contribuendo a mantenere viva l’identità e la memoria di una comunità che si rifiuta di scomparire.

La presenza del cinema palestinese a Cannes rappresenta quindi un momento significativo per la visibilità delle storie e delle esperienze di una popolazione spesso relegata ai margini del discorso culturale globale. La selezione di opere e progetti al festival non solo celebra il talento dei cineasti palestinesi, ma invita anche il pubblico internazionale a riflettere sulle complessità della loro realtà.